Quindi Australia sia. E adesso? Pochi mesi dopo essere arrivata Martina per caso conosce un signore italiano molto elegante e distinto, arrivato più di 50 anni fa, che si rivela essere il proprietario della radio italiana a Melbourne. Si complimenta per il suo italiano perfetto e le chiede se vuole lavorare alla radio per fare delle interviste all’interno della comunità italiana. “Italiano perfetto?” Pensa Martina, “ma è ridicolo! certo che parlo italiano, casomai qui imparerò l’inglese” Il signore le risponde “Don’t worry, che tra qualche anno vedrai che l’italiano te lo sarai scordato… ma ancora l’inglese non lo saprai parlare!“
Inserirsi in un paese cosi agli antipodi è un processo lento e tutt’ora in avvenire per Martina. A livello sociale e lavorativo è entrata nel mood piuttosto velocemente. Culturalmente ancora oscilla tra uno stato di meraviglia e arrabbiatura. Ci sono aspetti del paese molto positivi e liberatori: dalla burocrazia più leggera, al modo di vivere estremamente più rilassato e sano e ancora il contatto quotidiano con la natura e con culture diverse. Tuttavia ci sono tante cose che è difficile condividere, per esempio il fatto che l’educazione privata sia fortemente privilegiata rispetto all’alternativa pubblica e che sia considerato normale e saggio ricorrere ad assicurazioni sanitarie, seppur ci sia l’alternativa statale. Una delle cose che l’ha colpita di più dell’Australia è Il rapporto con la natura. L’ambiente è infinitamente meno antropizzato, anche nelle zone urbane. Gli australiani sono orgogliosi della bellezza naturale del loro paese e cercano di preservala intatta: si vive, ci si comporta, si costruisce con un atteggiamento molto rispettoso del contesto naturale. E’ impensabile uccidere uno dei grossi ragni che puntualmente si trovano in camera da letto, non si nuota mai da soli perché le correnti e le onde sono imprevedibili, nei giorni estivi di caldo secco si prepara la borsa per evacuare in caso di bush fire. Gli australiani sono consapevoli che la natura è più forte dell’uomo ed agiscono di conseguenza, hanno un atteggiamento molto responsabile e umile.
Quanti di voi che leggete, in momenti di particolare difficoltà ha pensato almeno una volta di lasciare l’Italia per andare a cercare fortuna in un altro paese, magari in Australia? Beh, dipende tutto dalle vostre aspettative ed obiettivi. Sicuramente l’Australia ha più offerte di lavoro e possibilità di crescita, almeno in determinati settori. Lo stile di vita è più rilassato e c’è più mobilità, se si perde il lavoro probabilmente se ne troverà un altro in un tempo ragionevole. Tuttavia, se per soddisfacente si intende lavorare negli ambienti più all’avanguardia e stimolanti in campo costruttivo, economico, tecnologico e scientifico, beh allora non tutti gli emigrati (non solo italiani) concordano sul fatto di aver trovato l’America down under.
Ma come ci percepiscono gli australiani? Sono gli italiani arrivati tra gli anni ‘50 e ‘60 quelli che maggiormente hanno contribuito a formare l’idea che gli australiani hanno di noi oggi. Ci sono stati gran lavoratori, che hanno sudato per dare ai propri figli i più alti livelli di istruzione disponibili nel paese, ma ci sono stati anche furbetti che invece hanno ricostruito gli stessi pattern sociali che avrebbero potuto lasciarsi alle spalle in Italia. Poi ci sono i nuovi italiani, gli emigranti di oggi, a loro volta divisi tra quelli in cerca di una nuova America, che agli angoli di ogni strada parlano male dell’Italia e gli italiani, ma poi finiscono quasi tutti per lavorare in Carlton (il quartiere italiano per eccellenza) e quelli che sono culturalmente più autocoscienti, che spesso sono apprezzati artigiani, artisti o ricoprono posizioni di alto profilo nelle università. È proprio il caso di dire che non è tanto cambiare paese che può portare ad un cambiamento di vita, ma cambiare atteggiamento e visione.
Con tutte queste nuove emozioni e nuovi contesti Martina non si è certo dimentica Firenze. Le manca la vivacità e l’intelligenza delle persone, la bellezza della città che è essa stessa espressione di intelligenza. Insieme al suo compagno è felice in Australia e i due stanno pensando a Melbourne, dove vive la famiglia di lui come possibile scenario futuro. Tuttavia racconta “Il pensiero di aver perso per sempre Firenze nel quotidiano, è qualcosa che non so se riuscirò mai ad accettare”.
Voglia di partire per l’Australia? Ecco cosa non potete perdervi su consiglio di Martina. Campeggiare! è un’attività tipicamente australiana e per campeggio si intende andare in un posto sperduto a chilometri e chilometri da tutto, senza acqua corrente, elettricità e servizi. E poi prendere la macchina e viaggiare, magari da Melbourne a Sydney o Adelaide, guidare per ore e ore nel mezzo al niente…
© 2026 Francesca Pallecchi