Per Margherita prendere la decisione di mollare tutto e partire per il Canada non è stato facile: profonda eccitazione per la nuova vita che l’aspettava, ma anche una stretta al cuore al pensiero di lasciare gli amici di una vita e la famiglia, che comunque le è sempre stata vicina e l’ha sempre sostenuta anche in questa scelta. Comunque è deciso, biglietto solo andata (per il momento) per Montreal, 9 gennaio 2013, la matrice del biglietto è ancora attaccata al frigo tra calamite e post-it. Bene, ma come sarà svegliarsi il giorno dopo e trovarsi in un’altra realtà?
Margherita inizia a scrivere la sua nuova storia insieme a Gabriele. Sceglie di non trovare una lavoro stabile per avere più tempo e flessibilità per tornare a Firenze almeno 2 volte l’anno e tra un post e l’altro, tra un soufflé e una crumble si immerge nell’atmosfera culturale di Montréal , città bilingue e sempre in movimento. Non le bastano già le dita di due mani per contare il numero di concerti o spettacoli a cui è andata. Intanto migliora l’inglese, impara il francese e conosce nuovi amici, ognuno con la sua storia, con la sua cultura. Montréal è una città che sembra racchiuderne molte, ha un’alta concentrazione di emigranti e quindi si respira un’atmosfera davvero cosmopolita. Certo l’influsso della mentalità individualista dei nord americani è forte, ma bisogna riconoscere che in Canada si sa dare fiducia alle persone indipendentemente dal colore, razza o religione e come esempio Margherita pensa all’esperienza di suo marito, anestesista, che forse in Italia avrebbe avuto lo stesso riconoscimento che ha adesso come medico solo fra 30 anni.
E gli italiani come vengono percepiti ? chissà se ci definiscono furbetti e gran mangiatori di pasta…o se c’è di più. Sicuramente esiste una notevole differenza fra gli italiani emigrati 40 anni fa e quelli come Margherita, emigrati da poco. Nonostante i luoghi comuni che ci vogliono mafiosi, pazzi guidatori e adoratori di pasta e pizza, a detta dei canadesi (e non solo) l’Italia è un paese stupendo e quando Margherita racconta di essere di Firenze, le viene chiesto come abbia fatto a lasciare una città così bella. D’altronde permetteteci di vantarci almeno delle bellezze della nostra terra, che forse è una delle poche cose che potrebbe riscattare un paese come l’Italia. E poi non è forse vero che l’erba del vicino è sempre più verde?
E proprio mentre pensa a Firenze, la nostra protagonista diventa un po’ malinconica, quanta nostalgia per la bellezza della città, per la campagna toscana e per il mare ad un’ora e mezzo di macchina! Chissà come continuerà questa avventura. Nonostante i due sposini abbiano appena comprato casa, pensando al futuro non immaginano di stare in Canada per sempre. Secondo voi lo dicono per zittire la nostalgia “canaglia”, o perché lo faranno davvero? Se il Canada vi stuzzica ecco qua le esperienze che secondo Margherita non potete proprio mancare! Per i radical cultural chic un giretto al Jazz Festival a Montréal, gratis per tutti la prima settimana di luglio. Siete amanti dell’avventura? Che ne pensate di calarvi nei panni di un pacifico Achab ed avvistare le balene nel Nord del Quebec? E ancora le cascate del Niagara, l’atmosfera di Montréal d’estate e i panorami della Nuova Scozia.
© 2026 Francesca Pallecchi